Storia

 

Se accenni della “GASTRONOMICA” ad un pietrese con i capelli bianchi, sul volto gli apparirà un sorriso ripensando alle serate spensierate di divertimento.
L’aria di festa iniziava alcuni giorni prima con l’allestimento delle tipiche casette in legno nelle principali piazze e strade cittadine.
Sul far del crepuscolo mentre le fumanti “taverne” completavano la preparazione dei piatti le strade si animavano di pietresi e turisti mentre i complessi ed i corpi bandistici iniziavano a far sentire le loro note.
La prima edizione si svolse sabato 18 agosto 1955 (Corriere della Liguria) e vi parteciparono 11 Osterie. Da allora la festa crebbe e diventò l’appuntamento annuale di riferimento per tutti coloro i quali desideravano gustare i piatti della vera cucina ligure. Fino agli anni ’80… quando i tempi cominciarono a cambiare e questa tradizione si perse. Nel 2015 il Comune di Pietra Ligure, impegnato nella valorizzazione del proprio patrimonio identitario, vide nello storico evento un canale importante di diffusione della cultura e della storia del territoriale e unendo le forze con autorevoli soggetti istituzionali e professionali del settore diede nuova vita a “La Gastronomica”

Presente – Il progetto

 

Fin dall’annuncio della sua rentrée nel 2015 La Gastronomica ha mantenuto la sua promessa ed è diventata molto più che una grande festa culinaria: un progetto che riunisce un numero sempre crescente di soggetti (ristoratori, produttori, comunità del cibo, istituzioni) con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio enogastronomico ligure, di farlo conoscere attraverso la cucina, attraverso i piatti che ci legano alle origini e ci portano nel futuro dell’economia turistica e l’evento di riferimento per tutti viaggiatori “foodies” alla ricerca di un’esperienza gastronomica autentica, locale, unica.
Le ultime edizioni sono state premiate con la presenza di oltre 30.000 visitatori, che hanno potuto gustare oltre 4o ricette antiche e realizzate con prodotti di tutto il territorio ligure, da La Spezia a Ventimiglia con tante incursioni nello straordinario patrimonio dell’entroterra ai confini con Piemonte e Francia. E l’edizione 2018 che si terrà dal 31 Agosto al 1 Settembre promette di soddisfare gli amanti della buona cucina più esigenti, con tante novità tra cui i piatti di pesce “ritrovato”, la pasticceria della tradizione, la pasta fatta a mano, gli antipasti creati con prodotti preziosi e spesso poco conosciuti, i secondi cucinati secondo le ricette dei libri storici… e tanto altro.

Alleanza

 

Per ridare vita ad una cucina identitaria, riscoprendone la storia unica e raccontandola attraverso i piatti, ha preso vita il “Manifesto della Gastronomica” un’alleanza, un patto di salvaguardia e promozione tra gli operatori della ristorazione e la filiera di produzione locale che si concretizza nella proposta di piatti cucinati secondo ricette tradizionali liguri che utilizzano prodotti del territorio. Tradizionali sono definiti quei prodotti agroalimentari i cui metodi di lavorazione e conservazione risultano consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, per un periodo non inferiore ai venticinque anni. Sono altresì definiti tradizionali i prodotti, le preparazioni gastronomiche ed i piatti accettati e riconosciuti dalla comunità come facenti parte della nostra storia e cultura.
Partendo da un disciplinare che definisce le linee guida, la personalità degli chef garantisce quell’unicum che solo la maestria, la creatività e l’esperienza, unite alla qualità dei prodotti possono realizzare.
L’alleanza territoriale partendo da queste basi mira a creare una rete virtuosa tra produzione, ristorazione e accoglienza che si concretizza in uno straordinario invito al viaggio per chi è alla ricerca di esperienze enogastronomiche uniche.

La cucina ligure

 

Come si può descrivere l’incontro tra il cielo, il mare e la terra? la poesia leggera di un piatto e la radice profonda di una tradizione?

A cimma (La Cima)

Ti sveglierai sull’indaco del mattino quando la luce ha un piede in terra e l’altro in mare.
Ti guarderai allo specchio di un tegamino, il cielo si guarderà allo specchio della rugiada
Metterai la scopa dritta in un angolo che se dalla cappa scivola in cucina la strega a forza di contare le paglie che ci sono la cima è già piena è già cucita
Cielo sereno terra scura carne tenera non diventare nera non ritornare dura
Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio, prima di battezzarla nelle erbe aromatiche con due grossi aghi dritti in punta di piedi da sopra a sotto svelto la pungerai
Aria di luna vecchia di chiarore di nebbia che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero. Odore di mare mescolato a maggiorana leggera cos’altro fare cos’altro dare al cielo
Cielo sereno terra scura carne tenera non diventare nera non ritornare dura. E nel nome di Maria tutti i diavoli da questa pentola andate via
Poi vengono a prendertela i camerieri, ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere. Tocca allo scapolo la prima coltellata, mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà…

Grazie Faber